Stili cognitivi: come riconoscerli per migliorare il modo di studiare

Si sente tanto parlare di stili cognitivi nell’ambito dell’istruzione e dell’apprendimento per sottolineare l’esistenza di diversi modi di pensare e ragionare. Essi sono diversi per ogni persona e sono motivo di interesse, soprattutto per chi lavora nell’ambito dell’istruzione, per i genitori e per gli studenti stessi.

Esistono vari modi più o meno elaborati per concretizzare l’attività di studio: dalle semplici strategie per leggere, comprendere, organizzare le informazioni e memorizzare fino alla globalità del metodo di studio pianificato e monitorato metacognitivamente. Si è visto, quindi, che la scelta di quale strumento preferire dipenda prevalentemente dal contesto e dalla propria predisposizione personale (Sternberg, 1977). Da questo possiamo non stupirci se due studenti, che idealmente posseggono le medesime competenze e interessi, presentino preferenze diverse rispetto ad alcune lezioni piuttosto che ad altre. In pratica sono diversi nel provare affinità e maggior “simpatia” verso il modo di spiegare di un insegnante rispetto ad un altro.

Scopriamo ora assieme cosa sono gli stili cognitivi e come la loro individuazione possa essere realmente importante nell’ambito scolastico. E non solo!

Diverse persone, diversi stili cognitivi

Gli stili cognitivi vengono definiti come modalità di funzionamento prevalenti nel sistema cognitivo, quindi appunto “modi di pensare” che hanno la caratteristica di regolarità. Ciò significa che in numerose situazioni simili di vita quotidiana si utilizzano determinate modalità di pensiero che sono di fatto legate alla personalità di ciascuno di noi.

L’uso di queste modalità influenza non solo il nostro pensiero interiore, ma anche il nostro modo di agire e reagire in ogni attività, il come ci relazioniamo agli altri e anche quali sentimenti manifestiamo spontaneamente.
Bisogna anche sottolineare che ogni persona possiede degli stili cognitivi preferenziali e le dimensioni delle categorie di ogni stile hanno tutte la caratteristica di essere “bipolari”. Come vedremo a seguire, non esistono polarità buone o cattive, ma solo stili adatti o meno ad un contesto e situazione.
Ecco quindi una parte degli stili cognitivi più indagati dagli studiosi nell’ambito dell’istruzione.

Stile cognitivo: verbalizzatore – visualizzatore

Probabilmente questa è la dimensione più verificabile da ciascuno di noi (De Beni, 2003): si tratta della distinzione fra persone che prediligono maggiormente il pensare a parole (i verbalizzatori), e quelle che invece pensano visualizzando attraverso le immagini (i visualizzatori).

Gli studenti verbalizzatori preferiscono leggere, sottolineare e prendere appunti in formato di sintesi o riepilogo scritto e hanno una buona capacità di recepire e immagazzinare velocemente con facilità le informazioni testuali.

Gli studenti visualizzatori invece preferiscono studiare sottolineando in vari modi, creando poi schemi, grafici, disegni e mappe per riorganizzare meglio le informazioni.

Stile cognitivo: dipendente – indipendente dal campo

Questo stile (Witkin 1977) riguarda la capacità di riuscire ad individuare informazioni e dati nascosti in contesti che si presentano come complessi.

Per capire meglio, chi ha stile dipendente dal campo trova molta difficoltà nel riconoscere elementi nascosti in contesti ambigui, mentre preferisce analizzare con profondità tutti i dati in base alla precisa situazione che si sta verificando.

Gli indipendenti dal campo invece si lasciano meno condizionare dal contesto e riescono maggiormente a sfruttare i dati, riorganizzandoli in schemi mentali più generali. Praticamente riescono a notare somiglianze e differenze tra diverse situazioni, anche in contesti apparentemente distanti, con la conseguenza di possedere maggiore flessibilità nell’esecuzione di vari compiti.
Ad esempio, è evidente la differenza tra studenti nella capacità di riconoscere con più o meno facilità le strutture e le regole geometriche negli oggetti e gli edifici che abbiamo attorno ogni giorno.

Stile cognitivo: globale – analitico

Questo stile cognitivo riguarda la capacità di percezione delle informazioni dell’ambiente in maniera spontanea e quindi l’attivazione automatica dell’attenzione verso elementi generali o verso dettagli più specifici.

Ad esempio, nella situazione di osservazione di un quadro gli studenti con stile globale analizzeranno la figura concentrandosi sulle impressioni generali per poi sintetizzare la situazione e “vederla” nel complesso. Gli studenti analitici invece si soffermeranno sui dettagli per poi proseguire concentrandosi sugli aspetti particolari e minuziosi.

Stile cognitivo: sistematico – intuitivo

Anche nel percorso di ragionamento verso la scoperta di concetti nuovi, vengono utilizzate modalità di pensare diametralmente opposte.

Chi predilige un pensiero sistematico (Bruner, 1971) prende in considerazione ogni informazione a disposizione, procedendo passo dopo passo. Chi invece opta per lo stile intuitivo procede con la risoluzione del ragionamento cercando di verificare l’ipotesi iniziale in vari modi.

Gli studenti sistematici procederanno quindi tendenzialmente con lentezza, ma sicuramente avranno maggiore consapevolezza e maggior energia nell’impegnarsi. Viceversa gli studenti con stile intuitivo saranno più veloci ma faranno fatica a dimostrare nel dettaglio, quindi verbalizzare, come sono arrivati alla soluzione del ragionamento.

Collegandoci al bipolo globale/analitico, c’è da precisare che, chi predilige lo stile cognitivo sistematico, riesce a possedere una visione della situazione in modo globale, ma anche analitica. È evidente che i ragazzi “intuitivi” facciano sicuramente più fatica a concentrarsi sul recepire le informazioni generali e, a maggior ragione, i dettagli.

Stile cognitivo: convergente – divergente

L’ambito di questi stili è riferito alla creatività. Più precisamente sono considerate le fasi del ragionamento e della memoria e quindi sono collegati alle qualità del processo creativo (Walach, 1970).

Per intenderci i convergenti tenderanno a dare risposte simili a situazioni già verificate e contesti vissuti in precedenza. Ne conseguono rielaborazioni tipiche e prevedibili perché seguono un percorso logico convenzionale. Gli studenti divergenti invece cercheranno risposte nuove, anche fuori dagli schemi, creative e addirittura mai viste prima.

Stile cognitivo: impulsivo – riflessivo

Riguardo i processi di valutazione e di risoluzione dei problemi questi stili sono riferiti ai tempi di presa di decisione (Kagan, 1965).

Chi utilizza uno stile cognitivo impulsivo ha tempi decisionali bassi e ha una tendenza maggiore ad utilizzare soluzioni precipitose, e poco ottimali. Solitamente prende decisioni in base a poche informazioni essenziali e sembra non preoccuparsi degli errori che potrebbe commettere.  Chi invece ricorre ad uno stile cognitivo riflessivo fornisce risposte più lente e accurate. Pondera minuziosamente le risposte da dare e analizza tutti i particolari a disposizione.

Perché è importante saper riconoscere gli stili cognitivi

Riconoscere gli stili predominanti nel proprio modo di pensare permette di rendere più fruibile l’acquisizione delle informazioni.

Se si è insegnante inoltre permette di ottimizzare al meglio le spiegazioni e di rendere comprensibili a tutti gli studenti della classe. Spesso succede che le persone ricorrano all’uso dei propri stili cognitivi per spiegare o fornire informazioni agli altri: se ciò da un lato semplifica l’atto di spiegare, dall’altro può ostacolare la comprensione dei contenuti da parte di chi riceve le informazioni.

L’ideale modalità di spiegazione è quella che rende l’assimilazione delle informazioni agevole, rispettando gli stili cognitivi dell’ascoltatore.

A scuola ciò richiede che la creazione di materiale didattico occupi tempi più lunghi. Fortunatamente porta però anche a risultati migliori in termini di comprensione e soddisfazione della materia.
A ogni studente va necessariamente presentata l’opportunità si sviluppare la versatilità e la flessibilità necessaria a sviluppare il proprio stile preferenziale. Inoltre, è altrettanto importante fare in modo che lo studente possa imparare a gestire lo stile di pensiero complementarare a quello che usa di solito.

Durante i percorsi di metodo di studio a Centro Archè, i professionisti tengono conto delle numerose caratteristiche di ogni ragazzo. Ne consegue che alcuni metodi o strategie piacciono di più rispetto ad altre.
Sapendo questo è possibile regolare e condurre il lavoro dei ragazzi tenendo in considerazione le attitudini. Ha altrettanta importanza promuovere la sperimentazione di quanti più stili possibili per adattarsi a quante più svariate situazioni e materie.

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