Ciuccio: quando vale la pena utilizzarlo e quando invece deve essere eliminato?

Fin dai primi mesi di vita offriamo ai nostri piccoli bambini il tanto desiderato ciuccio. Come si può osservare, questo strumento si presenta fin da subito, per la maggior parte dei bambini, come un oggetto consolatorio in seguito ad una sensazione di disagio o di malessere.

Si deve però pensare che, tutto quello che viene introdotto nel cavo orale del bambino, avrà ripercussioni sullo sviluppo delle sue strutture facciali e di tutte le funzioni che qui ne hanno sede. Già i primi anni di vita sono un periodo fondamentale per la crescita delle strutture dell’apparato stomatognatico, basti pensare che intorno ai 24-36 mesi di vita il complesso cranio-facciale del bambino raggiunge l’80% del suo sviluppo (terminando poi verso i 10-12 anni). Dunque, un’alterazione a livello dell’apparato stomatognatico, causato da un protratto utilizzo di ciuccio, biberon, succhiamento del dito o altro, può portare successivamente a ripercussioni negative a livello posturale, cranio-mandibolare e così anche nell’espletamento delle sue funzioni (respirazione, masticazione, deglutizione e fonazione).

Diversi tipi di ciuccio

Il ciuccio è un dispositivo orale utilizzato da molti bambini nei primi anni di vita. In commercio, infatti, si può trovare una grande varietà di tipi di ciuccio con svariate forme e caratteristiche. Proprio per questo è importante che la scelta avvenga in modo molto accurato affinché si possa acquistare quello che meglio si adatta al nostro piccolo.

Dunque, la domanda che sorge spontanea è: “Quali caratteristiche deve avere un buon ciuccio?”.

Ecco qui come deve essere il ciuccio:

  • poco pesante e poco ingombrante: meno il ciuccio sarà ingombrante e pesante, meno questo influenzerà negativamente, o comunque modificherà, le strutture dell’apparato stomatognatico e le strutture dentarie che stanno emergendo;
  • sottile alla base per favorire il più possibile la chiusura del cavo orale;
  • profilo inclinato sulla tettarella per favorire nel migliore dei modi il corretto posizionamento della lingua all’interno del cavo orale;
  • adeguato all’età del bambino per favorire un migliore adattamento alla sua cavità orale. Per questo si possono semplicemente seguire le indicazioni presenti sulla confezione dei ciucciotti che indicano i mesi d’età per i quali quel ciuccio può essere utilizzato.

Effetti positivi nell’utilizzo del ciuccio

Il ciuccio, se acquistato ed utilizzato con gli adeguati accorgimenti e rimosso entro i tempi previsti, può rivelarsi utile ed efficacie per diversi motivi.

Innanzitutto, il ciuccio nei primi anni di vita dimostra un forte potere calmante per il bambino, rappresentando una consolazione alla sensazione di vuoto che il piccolo può provare in una situazione di disagio o di allontanamento di una persona cara.

Gli effetti positivi dell’utilizzo del ciuccio nei bambini sono stati sostenuti anche da studi specifici svolti dall’American Academy of Pediatrics (2006). Secondo l’AAP il ciuccio rappresenta un fattore protettivo per l’incidenza di SIDS (sindrome della morte in culla): il bambino, succhiando, ha una soglia del risveglio più bassa e si sveglia più frequentemente, riducendo il rischio di apnee notturne.

Un altro studio (Standley, 2003) ha dimostrato che nei bambini pretermine, neurologicamente immaturi, l’azione di succhiare il ciuccio incrementa la maturità neurologica e la crescita cognitiva.

Effetti negativi nell’utilizzo del ciuccio

Oltre ad alcuni aspetti positivi che possono derivare dall’utilizzo del ciuccio, è importante evidenziare che ci sono anche alcune conseguenze negative qualora il bambino utilizzi il succhiotto per un periodo piuttosto lungo, che si protrae oltre i 3 anni d’età.

In questo caso si può andare incontro ad alcune ripercussioni negative che non permetteranno uno sviluppo strutturale e funzionale adeguato per l’espletamento delle funzioni orali (respirazione, deglutizione, masticazione e fonazione). Infatti, l’uso protratto del ciucciotto crea la condizione tale per cui le strutture cranio-facciali non si possano sviluppare in modo adeguato.

Più nello specifico, con l’utilizzo del ciuccio, la lingua non presenta la posizione corretta a riposo e la spinta non è adeguata nell’atto di deglutizione (con persistenza di una deglutizione di tipo infantile e assenza del passaggio ad una deglutizione di tipo adulto), il palato assume una forma ogivale (alta e stretta), la respirazione è orale anziché nasale con un ridotto volume delle cavità nasali, le labbra risultano incompetenti con mancanza di sigillo (quindi aperte e spesso secche), con tonicità della muscolatura facciale inadeguata. Oltre a questo, si possono verificare imprecisioni nell’articolazione verbale-fonatoria nella produzione di alcuni suoni.

Infine, un uso prolungato e intenso del ciuccio (così come biberon o altre abitudini viziate) può portare a problemi occlusali (come ad esempio il morso aperto) che richiederanno, in un momento successivo, l’applicazione di apparecchi ortodontici, che comportano un importante impegno economico per la famiglia.

Quando rimuovere il ciuccio

Il ciuccio, come già accennato, è un dispositivo che può essere proposto al nostro piccolo, con i dovuti accorgimenti, presidiando il fatto che ad una certa età non aiuta più l’evoluzione naturale di quelle che sono le strutture e le funzioni orali del nostro bambino.

Le Linee di Odontopediatria pongono il limite di utilizzo tra i 2 anni e mezzo ai 3 anni e 2 mesi d’età. È importante iniziare la rimozione del dispositivo orale prima di questa età perché spesso il percorso risulta lungo, delicato, ma soprattutto deve essere graduale per il bimbo.

Quali strategie utilizzare per abbandonare il ciuccio

Quando si elimina definitivamente il ciuccio è importante presidiare alcuni aspetti. Vediamo alcuni consigli per poter affrontare al meglio questo delicato percorso.

  • È importante scegliere un periodo tranquillo per il bambino, come ad esempio l’estate, evitando di scegliere momenti delicati quali l’arrivo di un fratellino o l’inizio della scuola dell’infanzia. L’approccio con il bambino deve essere molto sereno, individuando il momento e il modo migliore per lui per sospendere il “vizio” nel modo meno traumatico possibile.
  • Quando si decide di iniziare la rimozione del “vizio orale” i genitori devono essere entrambi d’accordo e coerenti tra di loro nei confronti del bambino. Oltre a ciò, i genitori devono essere consapevoli che per un primo periodo (più o meno lungo) il bambino potrà piangere e lamentarsi più frequentemente fino a quando non si abituerà alla nuova condizione.
  • Il percorso di eliminazione del succhiotto deve essere graduale. Dunque, prendendo in considerazione la frequenza, la durata e l’intensità con cui il succhiotto viene utilizzato nella quotidianità del piccolo, verrà definito un percorso graduale di rimozione del dispositivo orale.
  • Il giorno in cui si decide di rimuovere definitivamente il ciuccio, dopo aver già anticipato al bambino qualche giorno prima che è arrivato il momento di abbandonare il succhiotto perché ormai grande, bisogna cercare di creare un’atmosfera magica intorno al bambino. Si può decidere così di regalare il ciuccio a Babbo Natale o a qualche “personaggio fantastico” amato dal piccolo.
  • Nei momenti in cui il nostro piccolo è coinvolto in uno stato di malessere è importante cercare di capire a fondo il motivo di questo suo stato, non consegnandogli il ciuccio immediatamente. Questo poiché non sempre quello che il bambino vuole comunicare corrisponde al bisogno del ciuccio, quindi cerchiamo di esplicitare ciò che il bambino vuole comunicarci, andando a trovare una soluzione al problema del bambino, quando possibile diversa da quella dell’utilizzo del ciuccio.

Riassumendo

In conclusione possiamo constatare che il ciuccio può essere utilizzato nei primi due anni di vita, scegliendolo adeguatamente tra i diversi tipi presenti in commercio e con frequenza e durata moderata.

Non dimenticando gli effetti negativi che possono presentarsi nel caso in cui il suo utilizzo si protragga oltre i 3 anni d’età a livello anatomico e funzionale per il piccolo. In questo caso si potranno presentare importanti ripercussioni economiche a carico della famiglia per l’applicazione di vari dispositivi ortodontici, così come per la terapia logopedica per l’educazione ad un corretto atto deglutitorio, respiratorio e fonatorio ed eventualmente il coinvolgimento di altri professionisti (posturologi etc.)

Il consiglio è quello di affidarsi sempre ad un parere di un esperto che vi aiuterà a scegliere ciò che è più giusto per il vostro bambino, definendo il tipo di ciuccio, i tempi e i modi di proposta di quest’ultimo ed eventuali strategie di rimozione.

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