Bambini ed emozioni: 6 consigli per allenare le competenze emotive

A tutti sarà capitato di sentirsi dire “Non serve a niente arrabbiarsi!“, “Smettila di piangere!”, “Non litigate!“.

Oppure di chiedere al proprio figlio “Come stai?” e sentirsi rispondere solamente con un “Bene”. Tutti noi proviamo delle emozioni, grandi e piccini. Non tutti però siamo emotivamente allenati.

Avere delle buone competenze emotive significa saper riconoscere e gestire le proprie emozioni, ma anche identificare e comprendere quelle degli altri. Queste abilità ci consentono di mantenere l’autocontrollo e di relazionarci in modo sereno ed equilibrato con gli altri. Sono capacità che si acquisiscono durante la crescita.

E possono essere allenate! Vediamo insieme come è possibile favorire il loro sviluppo!

Cosa significa competenza emotiva?

Significa saper identificare le proprie emozioni e essere consapevoli e responsabili delle risposte che ne derivano.

Ma vuol dire anche ­identificare le emozioni degli altri e rispondere alle conseguenze che ne derivano. Si tratta, cioè, di imparare a conoscere le emozioni, proprie e altrui e ad avere un comportamento che sia consono per affrontare le diverse situazioni.

Sviluppare le competenze emotive significa conoscersi e ad entrare in relazione con consapevolezza, affrontare le situazioni in modo costruttivo, esercitare le abilità di problem solving.

A quale età si può iniziare l’educazione emotiva?

L’educazione emotiva comincia già in fase prenatale. La ricerca ha dimostrato che il modo in cui la mamma interagisce con il suo bambino lascia un segno significativo sul cervello emotivo del bambino e ne prepara la competenza emotiva.

È chiaro che nei primi mesi di vita la relazione tra il neonato e gli adulti che si prendono cura di lui costruisce le fondamenta della competenza emotiva che il bambino poi svilupperà in tutto l’arco dell’età evolutiva e oltre.

Essere consapevoli, prima di tutto!

Per prima cosa è importante dare l’esempio con il nostro stesso comportamento. Spesso questo è più efficace di tante parole. Se noi adulti per primi sappiamo gestire in modo equilibrato di fronte ai bambini le nostre emozioni sarà più semplice per loro apprendere una modalità di espressione “regolata”.

Inoltre è importante essere consapevoli delle proprie emozioni e reazioni, per mettere in pratica comportamenti adeguati, con responsabilità, sollecitudine e rispetto verso gli altri.

Accogliere per dare un senso

Sono proprio i genitori, con le loro interazioni, con ciò che dicono e ciò che fanno quando il bambino sperimenta uno stato emotivo a fornirgli pian piano la competenza emotiva che in età evolutiva si struttura, organizza e sviluppa.

Ogni genitore gestisce uno schema di interazione emotiva con il proprio bambino in maniera diversa. È all’interno di questo schema che il bambino impara a dare un valore ai propri stati emotivi, ne comprende il significato e soprattutto apprende come regolarli.

Generalmente l’adulto propone al bambino una risposta complementare all’emozione provata dal bambino. Se il piccolo è triste lo conforta, se è arrabbiato lo contiene, se ha paura lo fa sentire protetto e rassicurato. Anche nelle emozioni positive il ruolo del genitore è fondamentale: la felicità per un bambino è tale solo se può condividerla con qualcuno che gli vuole bene.

Vivere tutte le emozioni

Tutte le emozioni sono importanti per crescere!

Un bambino che non ha mai provato la frustrazione difficilmente imparerà a farlo in età adolescenziale. È importante quindi dare la possibilità ai bambini di esprimere tutte le emozioni, non solo quelle positive. A volte le reazioni emotive dei bambini ci possono sembrare banali e finiamo per sminuire il loro vissuto. Il rischio è, così facendo, che il bambino si senta confuso o sbagliato. Potrebbe pensare che alcune emozioni vadano represse. È importante invece lasciare spazio anche alle emozioni negative.

Mantenere un atteggiamento di ascolto

È importante aiutare i bambini a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni. Si può facilitarli, per esempio, dicendo: “Mi sembri pensieroso, aiutami a capire meglio come ti senti”, “Posso fare qualcosa per aiutarti/farti stare meglio?”.

Di fronte all’emozione che viene riconosciuta dal bambino, cercate di verbalizzare quello che sta succedendo. Può essere utile parlare insieme dei comportamenti che le persone mettono in atto quando vivono diverse emozioni, per trovare la propria strada. Ci sono anche molti libri che si possono leggere insieme ai bambini, a partire dai più piccoli.

Parlare delle proprie emozioni

Il condividere con i bambini le emozioni che vivete durante la giornata (ovviamente proponendole in modo adeguato all’età del piccolo) li aiuta a comprendere che tutti provano diversi stati emotivi e che è naturale parlare insieme dei risvolti. Un genitore che torna a casa da lavoro turbato, può dire che ha avuto una giornata difficile e per questo si sente triste, ma con un abbraccio starà meglio. In famiglia è importante condividere sia le emozioni negative, sia quelle positive.

Abituare i bambini a parlare delle emozioni, potrà tornare utile quando saranno adolescenti e si troveranno ad affrontare delle vere e proprie tempeste emotive. Sarà per loro un aiuto sapere che “come succede a me, succede anche a mia mamma”.

Che attività concrete proporre?

Vi propongo due strategie da utilizzare a casa che ho visto possono aiutare molto, nei bambini più piccoli, ad identificare le emozioni proprie ed altrui. È necessario introdurre e spiegare l’utilizzo di queste strategie in un momento di tranquillità, come se fosse una piccola “riunione di famiglia” e non nel momento di una possibile crisi.

Si può introdurre a casa lo spazio delle emozioni: un angolo in cui ci sono appesi dei cartelli con scritti i nomi delle emozioni (per i bambini e ragazzi più grandi potrebbe essere carino aggiungere una specie di “termometro”). Quando sentiamo il bisogno di comunicare un’emozione ad un componente della famiglia lo possiamo fare utilizzando i cartelli e specificandone eventualmente l’intensità. “Sono felice a livello 5 perché ho già finito i compiti!”. Ovviamente questo sistema va utilizzato da tutti i componenti della famiglia e per tutte le emozioni principali (gioia, rabbia, paura, tristezza, fastidio).

Un’altra strategia utile è quella delle medaglie delle emozioni. Ad ogni emozione primaria viene assegnato un colore e vengono costruite delle “medaglie” che possono essere indossate come collane. In questo modo tutti sapranno qual è lo stato emotivo della persona. Anche in questo caso si dovranno predisporre un numero sufficiente di medaglie per ogni componente della famiglia, in modo che possano essere utilizzate da tutti.

Per maggiori approfondimenti visita la pagina Difficoltà Emotive.

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