Sensi in gioco: come sostenere l’apprendimento a partire dall’esperienza sensoriale

I sensi sono davvero solo 5?

C’è chi ritiene che esistano 5 sensi, altri ne identificano 9; altri parlano, addirittura, di 21! Per non dare i numeri, proviamo assieme a scoprire effettivamente quali sono.

Il tatto presenta i propri recettori nella pelle: ogni centimetro quadrato di pelle ne possiede circa 130 con diverse “specializzazioni”. Ci permettono di sentire le variazioni di pressione e vibrazione (meccanocezione). Esiste anche la termocezione, che ci consente di discriminare tra caldo e freddo. Sembra anche che il dolore (nocicezione) derivi dal sistema tattile e permette di distinguere stimoli dolorosi.
Se vuoi approfondire l’importanza che ha la pella nella nostra vita leggi anche “Al confine tra corpo e mente: la pelle

L’udito risiede nell’organo sensoriale della coclea, localizzata nell’orecchio interno.

Il gusto viene elaborato a partire dalle papille gustative presenti nella lingua, nel palato molle, nella faringe, nelle guance e nell’epiglottide.

Per quanto riguarda l’olfatto, troviamo i suoi recettori all’interno delle cavità nasali.

Il senso della vista è molto articolato e prende origine dai recettori posti sulla retina. Esistono i recettori responsabili della visione monocromatica e quelli della visione a colori.

Il senso dell’equilibrio fa parte del sistema vestibolare che purtroppo è uno dei più sconosciuti, sebbene svolga delle funzioni molto importanti. È, per così dire, il GPS del nostro corpo, il senso che comunica al nostro cervello se siamo fermi, in movimento o a testa in giù. Esso ha sede nell’organo del labirinto che si trova nell’orecchio interno.

Esiste anche il senso della propriocezione: essa è la funzione che ci permette di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio senza il supporto della vista.

Perché i sensi sono importanti?

Cosa mi aiuta a mantenere l’attenzione sulla voce dell’insegnante che spiega un nuovo argomento senza farmi distrarre dal tic-tac dell’orologio?

Cosa mi permette di mettere le mani in avanti se inciampo o se sto cadendo?

Come riesco premere il pedale della frizione senza pensare a dove sia il mio piede?

I sistemi sensoriali permettono a ciascuno di noi di metterci in relazione con il mondo esterno ed interno al nostro corpo.
Sono fondamentali per la maturazione, l’apprendimento, la sicurezza e la vita di tutti giorni.
Ci aiutano a discriminare le informazioni attorno a noi, a selezionare gli stimoli importanti e inibire quelli irrilevanti, a regolare la nostra attenzione e a pianificare i movimenti.

Nutrire il cervello: integrazione sensoriale e sviluppo

Le sensazioni provenienti dall’esperienza nel mondo, vengono processate come se fossero “cibo per il cervello”. Forniscono la conoscenza necessaria per guidare il corpo e i processi cognitivi.

Per avere un buon apporto nutritivo devono però essere ben metabolizzate.
Come avviene questa “assimilazione”?
Grazie all’integrazione sensoriale, quel processo naturale e involontario (sì, come il battito del nostro cuore) che organizza le informazioni provenienti dai sensi. È così importante che secondo la terapista occupazionale Jean Ayres rappresenta le fondamenta su cui si costruiscono l’apprendimento e il comportamento sociale.

L’integrazione sensoriale riflette l’abilità di processare informazioni sensoriali e la capacità di mantenere un livello di autoregolazione ideale anche in ambienti diversi. Infatti non tutti gli input sensoriali sono sempre utili. Se dovessimo stare attenti ogni volta a tutti gli stimoli che ci circondano, consumeremmo moltissime energie!

Questo ha un impatto su come ognuno di noi percepisce il mondo, interagisce con gli altri ed impara.

Come si capisce se i sensi non sono ben integrati?

Molte difficoltà che i bambini e i ragazzi incontrano sia nella relazione con gli altri, sia nello sviluppo motorio che negli apprendimenti, possono avere origine anche da difficoltà nell’integrazione sensoriale.

Ecco alcune osservazioni che insegnanti e genitori mi riportano rispetto ai bambini che presentano delle difficoltà:

  • Il bambino viene descritto come eccessivamente tranquillo o irritabile, si osserva la tendenza a non rispondere a certi stimoli sensoriali;
  • Sembra non accorgersi di essersi fatto male;
  • Non si accorge di essere sporco su viso, bocca e mani, oppure è infastidito da materiali come erba, sabbia, pittura, colla, spazzole o particolari consistenze di cibo;
  • Evita giochi che implicano il contatto corporeo o preferisce i giochi solitari;
  • Evita al parco giochi altalene o scivoli o resta per lungo tempo su queste giostre;
  • Presenta nausea, malessere e vertigini nei movimenti rapidi, è impacciato a livello motorio.

Alcune di queste caratteristiche si presentano anche singolarmente, proprio perché tra le persone vi è una grande variabilità. Non è detto che siccome non ti piace camminare sul fango, allora i tuoi sensi non funzionano bene!
Infatti ognuno di noi, in quanto a sensi, ha i suoi gusti! A me per esempio, non piace stare in ambienti chiassosi, ma amo particolarmente camminare a piedi scalzi sulla sabbia e sull’erba.

Come possiamo sviluppare l’integrazione sensoriale?

Il gioco ha un ruolo fondamentale nello sviluppo, sia per favorire l’esperienza sensoriali, sia per sostenere l’integrazione sensoriale.

È importante però sapere come proporre un materiale, un’attività o un gioco. Molto spesso i genitori mi chiedono consigli su quali attività proporre a casa o su quali invece evitare per aiutare i loro figli.
Quando entro nei negozi di giochi per bambini e ragazzi vedo che ne esistono in commercio alcuni veramente poco educativi e altri troppo stimolanti.

Poco “gustosi”, per restare in tema di sensi.

A Centro Archè ho pensato di strutturare il percorso Gioco Sensoriale per scoprire assieme a piccoli gruppi di genitori, come giocare con i propri bimbi. Capire le caratteristiche e le preferenze del proprio bambino è importante, soprattutto per proporre attività che realmente siano per lui stimolanti e che siano adeguate alle capacità tipiche per del periodo evolutivo che sta vivendo.

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