L’esperto risponde: “Da che età si può parlare di Difficoltà di Linguaggio?”

La domanda di oggi, arrivata al blog “L’esperto risponde”, riguarda le Difficoltà di Linguaggio. Quando e come ci si accorge che un bambino ha delle Difficoltà di Linguaggio? Quali sono i segnali da tenere presente durante lo sviluppo linguistico di un bambino?

Con il breve articolo di oggi risponderò con alcune semplici, ma utili, indicazioni per darvi qualche riferimento rispetto alle tappe di acquisizione del linguaggio di un bambino.

Perché tuo figlio può avere delle Difficoltà di Linguaggio?

I motivi per cui ci possono essere difficoltà nello sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita sono numerosi. Ci possono essere difficoltà di linguaggio primarie (cioè sono presenti solo difficoltà sul piano linguistico) o difficoltà secondarie (associate cioè ad altre difficoltà di sviluppo). Del primo gruppo fanno parte i Ritardi di Linguaggio, i Disturbi del Linguaggio e il Disturbo fonetico-fonologico. Del secondo gruppo fanno parte le difficoltà legate, per esempio, a ritardo mentale, sindromi genetiche, disturbi sensoriali, disturbi pervasivi dello sviluppo, patologie malformative o neurologiche.

In questo articolo andremo ad approfondire solo le difficoltà del primo tipo.

Quali sono le tappe fondamentali nello sviluppo del linguaggio da tenere in considerazione?

Ci sono alcuni importanti indicatori da osservare nel bambino che sono abilità chiave nello sviluppo prelinguistico:

  • l’attenzione congiunta;
  • l’imitazione e l’alternanza dei turni;
  • lo sviluppo di gesti deittici e referenziali.

Se si prende in considerazione invece lo sviluppo linguistico (in particolare le parole dette dal bambino), le tappe da prendere in riferimento sono le seguenti:

  • tra 12 e 18 mesi (periodo della fonologia delle 50 parole): il bambino arriva a dire circa 50 parole;
  • tra 18 e 24 mesi (periodo dell’esplosione del vocabolario): il bambino arriva a pronunciare 250-350 parole;
  • tra 24 e 36 mesi (periodo delle combinazione di parole): il bambino comincia a mettere assieme due o più parole come se rappresentassero brevi frasi.

Ovviamente, al di là delle tappe linguistiche che vi ho descritto, bisogna tenere presente che a 24 mesi c’è un’alta variabilità di situazioni: ci sono bambini che già parlano e alcuni che devono ancora iniziare. Il fatto che il bambino non abbia raggiunto queste tappe è un campanello d’allarme che deve essere monitorato nel corso del tempo.

Quando si inizia a parlare di Difficoltà di Linguaggio?

Ci sono alcuni importanti campanelli d’allarme da tenere in considerazione per parlare di Difficoltà di Linguaggio. Se compare uno o più degli indicatori seguenti, consiglio di iniziare a fare una valutazione approfondita del linguaggio:

  • il babbling, noto anche come lallazione, assente dopo i 12 mesi;
  • i gesti di indicazione assenti dopo i 16 mesi;
  • assenza di segnali di comprensione verbale tra i 18 e i 24 mesi;
  • completa averbalità dopo i 18 mesi.

A partire dai 2 anni ci sono due tipi di Difficoltà di Linguaggio che possono essere identificate.

Tra i 24 e i 36 mesi si è all’interno di una categoria clinica di bambini detti Parlatori Tardivi. Solitamente si riconoscono perché lo sviluppo del linguaggio è ritardato di alcuni mesi rispetto ai coetanei. Lo sviluppo tende comunque con il tempo a normalizzarsi e la differenza che si può notare con i compagni diminuisce.
I due parametri che genitori e insegnanti possono riconoscere sono la presenza di un numero di parole inferiore a 50 o la mancanza di combinazione di parole. In questa situazione è utile rivolgersi ad un professionista che può monitorare l’andamento di acquisizione dell’abilità linguistica e dare strumenti ai genitori per un supporto e una stimolazione a casa del bambino.

Tra i 3 e i 4 anni si parla invece di Disturbo di Linguaggio. Tale disturbo può riguardare diversi livelli del linguaggio (fonetico-fonologico, lessicale-semantico, morfo-sintattico, narrativo). In questo caso è utile iniziare un percorso logopedico che possa sostenere il bambino nell’acquisizione del linguaggio.

In entrambi i casi, si deve tenere presente che la difficoltà di linguaggio può colpire sia il versante della comprensione che il versante della produzione. Quest’ultimo è quello più facilmente osservabile e identificabile da parte dei genitori e degli insegnanti.

Che cosa si può fare se un bambino ha Difficoltà di Linguaggio?

In questo caso è sempre utile rivolgersi ad un logopedista, possibilmente specializzato nel seguire bambini di questa fascia d’età. Il logopedista potrà innanzitutto fare una valutazione del livello linguistico del bambino e monitorare nel tempo i progressi e i cambiamenti. Può inoltre fornire delle indicazioni valide ai genitori per aiutare a migliorare il modo in cui stimolare il bambino. Solo se necessario, dopo aver fatto una valutazione, si inizia un percorso logopedico.

Il parere di un professionista è molto importante perché può osservare e rilevare la presenza di difficoltà tenendo presente atteggiamenti e situazioni che possono sfuggire ad un occhio non allenato.

Se pensi che tuo figlio abbia delle difficoltà linguistiche e vuoi sapere come fare per aiutarlo, puoi contattarci al numero 393.8365585 o scrivere un’e-mail all’indirizzo info@centroarche.org per richiedere un primo colloquio conoscitivo gratuito. Il servizio di Difficoltà di Linguaggio nasce proprio per guidare e supportare genitori e bambini che presentano uno sviluppo del linguaggio ritardato o difficoltoso. Se vuoi saperne di più leggi la pagina dedicata alle Difficoltà di Linguaggio.

Il problema è complesso, ma, come spesso consiglio ai genitori, attendere troppo non aiuta il percorso di sviluppo del bambino!

Se vuoi saperne di più sull’argomento puoi leggere l’articolo Difficoltà di Linguaggio: scopriamo cosa sono con Alessandra, la nostra logopedista e l’articolo Mio figlio parla male: quando devo intervenire e cosa devo fare?

Quali sono le vostre esperienze a riguardo? Se vi è rimasto qualche dubbio contattateci e noi vi risponderemo.

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