Mio figlio parla male: quando devo intervenire e cosa devo fare?

“Il mio bambino parla male, quando devo intervenire?”

“Mio figlio non dice bene le parole, ma è piccolo, forse posso aspettare?”

“Come mai mio figlio parla peggio dei suoi compagni?”

“Mio figlio non pronuncia bene le lettere delle parole, cosa devo fare?”

Lo sviluppo del linguaggio nel bambino nei suoi primi anni di vita è caratterizzato, come sostengono alcuni importanti autori (Sabbadini 1995, Caselli & Casadio 1995), da alcune tappe universali che sembrano emergere in tutti i bambini a prescindere dalla lingua alla quale vengono esposti. Allo stesso tempo è importante ricordare che ogni bambino è diverso dagli altri e per questo possono emergere grandi variazioni individuali che riguardano sia i modi sia i tempi di acquisizione della lingua.

Nel caso di difficoltà di linguaggio nei bambini si sente spesso parlare di Ritardo o di Disturbo di Linguaggio. I due termini indicano due difficoltà molto differenti tra loro. Nel resto dell’articolo andremo a scoprire qual è la  differenza tra questi due termini.

Il Ritardo di Linguaggio

Con il termine Ritardo di Linguaggio ci si riferisce a quel gruppo di bambini che sviluppano il linguaggio a partire dai 24/30 mesi, età nella quale la maggior parte dei bambini utilizza il linguaggio già come strumento privilegiato di comunicazione. Si tratta dunque di un’acquisizione del linguaggio che rispetta le tappe attese, ma che avviene in tempi leggermente ritardati rispetto a quelli previsti.

In questi casi non bisogna sottovalutare la situazione e rifugiarsi nelle convinzioni che “il bambino è ancora piccolo” o che “passerà con il tempo”. È proprio in questo momento che un controllo da uno specialista potrà aiutarvi a monitorare lo sviluppo del linguaggio e fornire le migliori strategie per sostenere e stimolare lo sviluppo comunicativo-linguistico del bambino. In questo modo il bambino dovrà affrontare solamente il ritardo del linguaggio e non altri aspetti di difficoltà che potrebbero emergere nel caso si aspettasse.

In alcuni casi un ritardo nell’acquisizione del linguaggio può essere che si risolva entro i 4 anni, ma solo con un intervento precoce e con l’aiuto coordinato di famiglia e logopedista.

Il Disturbo di Linguaggio

Il Disturbo di Linguaggio, spesso identificato come DL, si manifesta quando le difficoltà linguistiche persistono anche al raggiungimento del 4° anno d’età; le difficoltà possono presentarsi sia nella comprensione che nella produzione del linguaggio.

Le caratteristiche più frequenti che si evidenziano sono:

  • inventario fonetico-fonologico incompleto, quindi assenza nell’acquisizione di alcuni suoni, rispetto a quelli previsti per l’età cronologica e difficoltà a combinare questi in parole di diversa lunghezza e diversa difficoltà articolatoria;
  • difficoltà a livello morfo-sintattico, quindi una combinazione non adeguata degli elementi grammaticali che incorrono all’interno della frase e una produzione caratterizzata da enunciati eccessivamente sintetici per l’età.

Le persone che si possono accorgere dei campanelli d’allarme

Le figure che trascorrono più tempo insieme ai bambini di età prescolare sono in particolar modo i genitori e gli insegnanti della scuola dell’infanzia. Genitori e insegnanti si relazionano frequentemente e quotidianamente con il bambino e per questo sono responsabili, nel caso di difficoltà di linguaggio, e possono chiedere una consulenza ad un professionista del settore. Tale richiesta può avvenire appena rilevano da parte del bambino nella comprensione o nella produzione del linguaggio, già verso i 2,5/3 anni d’età.

Rivolgersi precocemente ad uno specialista è l’aiuto più grande che potete offrire al vostro bambino affinché egli possa, con il vostro aiuto e quello di un professionista, sviluppare e potenziare le proprie competenze comunicativo-linguistiche cercando di prevenire l’evoluzione delle difficoltà in un vero e proprio Disturbo di Linguaggio.

L’importanza di intervenire presto!

Come professionista che segue i precorsi dei bambini con difficoltà di linguaggio vi suggerisco di rivolgervi il più precocemente possibile ad un logopedista affinché possiate valutare la situazione e definire il tipo di percorso più appropriato per il piccolo.

Un intervento precoce si ripercuote positivamente sull’efficacia del percorso con il raggiungimento degli obiettivi in tempi minori ed una conseguente riduzione dei costi per la famiglia. La precocità, inoltre, aiuta ad impedire eventuali ricadute negli apprendimenti della lettura e della scrittura con l’entrata successiva alla scuola primaria.

Come si interviene?

La figura professionale che seguirà il vostro bambino nel recupero delle difficoltà linguistiche emerse è il logopedista. Il logopedista incrementa, mediante specifiche strategie riabilitative, il dominio linguistico compromesso in un contesto di gioco.

Il logopedista, ove necessario e qualora richiesto, fornisce consulenza ai genitori con lo scopo di fornire le strategie utili per facilitare e stimolare lo sviluppo linguistico del bambino a casa. La consulenza può essere rivolta anche agli insegnanti della scuola dell’infanzia con l’obiettivo di realizzare interventi didattici che stimolino e sostengano lo sviluppo comunicativo-linguistico del bambino.

Generalmente la frequenza delle terapie è mono o bisettimanale. La durata dell’intero programma riabilitativo varia a seconda delle difficoltà presentate dal bambino, dalla collaborazione di quest’ultimo, dalla collaborazione dei genitori nel perseguimento degli obiettivi in ambito domiciliare, dalla continuità del trattamento e sicuramente dall’individuazione di un piano di trattamento individualizzato e mirato al bambino.

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