Il valore dell’errore per apprendere

“Le persone di successo non solo imparano dai propri errori, ma impiegano la maggior parte del tempo a sbagliare”. Questa è la frase detta recentemente da Mark Zuckerberg, il fondatore di facebook.

Ma come mai il tanto temuto errore, che si annida tra i banchi di scuola, è in realtà così importante nel processo di apprendimento di ogni persona? Qual è il modo migliore per utilizzarlo come strumento di crescita?
Con questo articolo ti voglio raccontare come aiuto i ragazzi a scoprire che l’errore non è qualcosa da cui fuggire, ma al contrario può diventare valore aggiunto per il loro percorso di apprendimento scolastico.

Le emozioni legate all’errore

L’emozione legata all’errore non è mai positiva! Un po’ per cultura, un po’ per l’educazione ricevuta in famiglia, fare errori è associato per la maggior parte delle volte a sensazioni spiacevoli e sensi di colpa.

Ti presento una situazione con una domanda, a cui ti chiedo di dare una risposta il più velocemente possibile.

“Sei al supermercato e stai facendo la spesa (una di quelle spese in cui il carrello trabocca di ogni genere di cibo). Vai verso la cassa e inizi a mettere i prodotti comprati sul nastro. Una volta svuotato il carrello, ti avvicini alla cassiera che ti dà il totale del conto. Apri la borsa e…ti accorgi di aver lasciato a casa il portafoglio.”

Cosa provi in questa situazione?

Vergogna!
Paura!
Tristezza!
Rabbia!
Frustrazione!

Qualunque sia la risposta che hai dato, la sensazione è nella maggior parte dei casi spiacevole.

Lo stesso succede a tuo figlio quando sbaglia. Ogni volta che commette un errore e viene “colto in flagrante” prova paura, vergogna o rabbia.
Sarò ripetitiva, ma ricorda: l’esperienza dello sbagliare non è mai positiva!

Per prima cosa, ciò che devi fare quando tuo figlio commette degli errori è accettare e rispettare quello che sta provando. Fare questo è fondamentale perché fa capire al bambino che le emozioni che sta provando sono importanti…e soprattutto che quello che lo fa stare male non si risolve semplicemente “facendo finta di non accorgersi” della situazione.

È altrettanto importante che tu intervenga nella situazione prima che l’errore provochi una crisi incontrollabile di pianto o di tensione. Cerca quindi di parlare con lui e di sdrammatizzare la situazione…senza però sminuirla!

L’errore: il primo gradino verso il miglioramento

All’inizio del mio percorso formativo, mi sono chiesta più volte quale fosse il significato della parola errore. Mi sono ritrovata inondata da mille definizioni e significati differenti!
Sono dunque andata a cercare il significato etimologico della parole e…ho trovato scritto quanto segue:

andare vagando, senza sapere dove, senza consiglio, come brancolando tra le tenebre”.

La sensazione immediata che mi è venuta alla mente è quella che ho provato quando, per gioco, sono andata a visitare una villa del padovano e mi sono persa all’interno del labirinto che era stato costruito nel giardino.

Cosa succede ad una persona quando si trova all’interno di un labirinto?
Inizia a camminare alla cieca, girando a destra e a sinistra, cercando punti di riferimento che puntualmente portano fuori strada. Il risultato? Si incappa quasi sempre in un vicolo cieco!
Certo, procedendo per prove ed errori si arriva prima o poi a raggiungere il proprio obiettivo.
Ma a che prezzo?!

Sbagliare e fare errori è sicuramente fondamentale per avviare il processo di apprendimento. L’errore infatti, se inteso come esplorazione, porta la persona verso la scoperta di qualcosa di nuovo: nuove strategie e nuovi modi di imparare.

Ma non per questo fare errori è sufficiente.
L’apprendimento infatti non è il solo insieme di errori che una persona ha fatto. È molto di più!
Senza una riflessione o una rielaborazione di quanto prodotto, la probabilità di rendere fruttuosa l’esperienza e di imparare nuove cose è bassa.

Ecco dunque qual è la seconda cosa da fare di fronte all’errore: rivaluta gli errori che tuo figlio commette e sostienilo nel suo processo di scoperta e di ricerca di soluzioni.

L’errore durante i compiti per casa: come comportarsi?

Quando tuo figlio sta facendo i compiti per casa e ti accorgi che tra le righe del quaderno si annidano degli errori è fondamentale che tu ti muova nel modo migliore possibile.
Ecco quindi dei piccoli suggerimenti che puoi mettere in atto fin da subito, per favorire il processo di apprendimento di tuo figlio sfruttando gli errori che commette.

  1. Se ti accorgi che tuo figlio sta commettendo degli errori, scrivendo una frase sul quaderno o facendo dei calcoli, permettigli di terminare ciò che sta facendo. Se infatti lo blocchi, rischi di innescare un doppio problema: prima di tutto lo interrompi in quello che è il processo di produzione che sta mettendo in atto, in secondo luogo rischi di rinforzare il legame tra errore e emozione spiacevole, perché lo cogli in fallo prima ancora di permettergli di controllare quanto scritto.
  2. Riconosci e complimentati con tuo figlio per lo sforzo compiuto, nonostante ci possano essere degli errori nello svolgimento dei compiti. Non dare per scontato che dal momento che sono stati prodotti numerosi errori lui non abbia dato il massimo. Sottolinea e cerca ciò che lui ha fatto di positivo.
  3. Fa’ in modo che sia il bambino a notare l’errore. Il tuo ruolo è solo quello di facilitare il processo di ricerca ed individuazione dello stesso. Puoi proporti con una frase del tipo: “C’è una letterina che ha deciso di nascondersi. Riesci a capire qual è?” oppure “Uno dei numeri che hai scritto si è intrufolato nel posto sbagliato!”. Gioca con lui: questo sicuramente favorirà il processo di scoperta e di apprendimento e rinforzerà il processo di autocontrollo e autocorrezione del compito.
  4. Una volta scovato l’errore, lascia il tempo a tuo figlio di sistemarlo e correggersi. Sfrutta poi l’occasione per capire assieme a lui cosa può fare di diverso la prossima volta e come può evitare di ripetere lo stesso sbaglio.
  5. Fai in modo che l’errore si trasformi in un’esperienza positiva e di successo. La percezione che deve avere tuo figlio alla fine di tutto il processo è quella di essere competente e di sapere cosa fare nel caso incappasse di nuovo in qualche sbaglio.

Il potere dell’errore

Imparare dai propri errori non è però un’abilità scontata.
È un’abilità che si può sviluppare in qualsiasi momento della vita e che può essere portata avanti ogni giorno.

Essere madre e padre e vedere i propri figli sbagliare, dunque, non deve fare paura e spaventare. Tu hai un ruolo molto importante che è quello di essere un sostenitore degli errori che tuo figlio fa e commette: accettali, riconoscibili, guidalo e impara insieme a lui.

L’errore è normale!
L’errore è positivo!
L’errore è strumento di apprendimento!

Grazie agli errori impariamo ad utilizzare risposte sempre più performanti rispetto alle situazioni che ci troviamo ad affrontare.

Voglio lasciarti con un’altra citazione, questa volta un po’ più vecchia, ma che trovo ancora attuale e spendibile nella nostra quotidianità

“ La nostra conoscenza si accresce nella misura in cui impariamo dagli errori” (K. Popper)

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