Quando scegliere il Parent Training? Lo abbiamo chiesto al nostro esperto

Oggi Alessandro ci racconta come si sviluppa e a chi è rivolto il percorso di Parent Training spiegandoci come l’acquisizione di efficaci competenze genitoriali influenza positivamente il benessere di tutta la famiglia.

Che cos’è il Parent Training?

Il Parent Training, o consulenza genitoriale, è un’attività di formazione e di potenziamento delle competenze genitoriali: tali competenze si possono apprendere e sviluppare  e devono essere sostenute di fronte a situazioni particolari o difficili che si creano in famiglia. A tutti i genitori, infatti, succede di vivere dei momenti di smarrimento, di fronte ai quali non si sa cosa fare o come comportarsi. Per ripristinare il ruolo del genitore all’interno del contesto famigliare è dunque importante prendersi del tempo per approfondire quelle che sono le proprie competenze, chiedendo, quando necessario, l’aiuto e il sostegno di un professionista.

Perché è utile per un genitore fare un percorso di Parent Training?

L’obiettivo principale del Parent Training è quello di rinforzare le abilità di base di un genitore aiutandolo a riappropriarsi del suo ruolo all’interno del contesto famigliare. Innanzitutto il genitore ha il ruolo di leader all’interno della famiglia, perché educa e trasmette le regole ai figli. Inoltre decide qual è il confine con gli altri famigliari (fratelli, nonni, zii, etc) o con le figure che entrano in gioco nell’educazione dei bambini e dei ragazzi. Far lavorare questi ruoli in sinergia non è semplice!

Il percorso di Parent Training, ad esempio, può essere orientato a favorire il rispetto delle regole da parte dei figli, a ricercare le strategie per facilitare la gestione di alcune situazioni difficili oppure a migliorare le abilità di ascolto e di dialogo educativo.

C’è una fascia di età dei figli in cui è più indicato per i genitori intraprendere un percorso di Parent Training?

Dalla mia esperienza ho potuto osservare che il percorso di Parent Training si attiva principalmente (ma non solo!) nelle situazioni di difficoltà, non in relazione a una particolare fascia d’età dei figli. Questo perché le crisi avvengono quando il sistema famigliare, con i suoi equilibri, viene destabilizzato in seguito a dei cambiamenti: la nascita del figlio o di un nuovo figlio, di un cambio di casa o di abitudini, il passaggio di grado a scuola, l’arrivo di una diagnosi o di una certificazione di un disturbo del figlio.

In questi casi risulta efficace attivare sia un percorso di aiuto specifico per le difficoltà del figlio, sia uno per i genitori: infatti il potenziamento delle competenze genitoriali influisce positivamente su tutto il sistema familiare, indipendentemente dall’età dei bambini o dei ragazzi.

Quali sono i temi caldi che i genitori richiedono di affrontare?

Solitamente, osservo che i genitori rilevano e vivono una difficoltà, ma che difficilmente comprendono a fondo il senso di questo “ostacolo” o l’area di lavoro da affrontare. Spesso vivono un vero e proprio senso di smarrimento! Questo accade perché il loro coinvolgimento emotivo nei confronti del figlio è molto grande e questo li porta a pensare “Cosa sta succedendo?” e “Perché sta succedendo?”. Nessun genitore ha il libretto delle istruzioni!

Di solito inizialmente si lavora sulle abilità di comunicazione e di ascolto e sulla capacità di fornire regole ai figli, in modo da favorire sia un clima più sicuro e sereno a casa, sia il dialogo educativo tra i genitori. Questo evita un atteggiamento di delega eccessiva e trasforma il disaccordo in mediazione.

Perché hai scelto di lavorare con i genitori oltre che con i ragazzi?

Perché ogni ragazzo e ogni bambino vive all’interno di un contesto ed è sensibile a ciò che accade intorno a lui. Anzi, se il contesto che lo circonda è destabilizzato, difficilmente riuscirà ad attingere alle sue risorse. Molto spesso, in aggiunta, i genitori vengono colpevolizzati, senza considerare che loro stessi sono delle persone che hanno semplicemente bisogno di essere aiutati. Essere genitori infatti, fa parte di un percorso di crescita.

Penso che lavorare all’interno del sistema famiglia in una dimensione multimodale possa dare maggiori risultati e favorire il benessere per tutto il sistema stesso.

A cosa dai particolare attenzione nel tuo lavoro?

E’ fondamentale aiutare i genitori ad essere consapevoli di non essere un problema, o dei colpevoli, ma delle risorse, soprattutto nel caso di figli che vivono delle difficoltà. Molte volte, i genitori vengono esclusi dal percorso di sviluppo del figlio e la responsabilità viene totalmente delegata al professionista che lo segue. Io ritengo che sia importante restituire potere anche al genitore perché il suo ruolo può fare la differenza.

Spesso chi inizia un percorso  con me ha affrontato delle delusioni o dei fallimenti e si sente frustrato: io credo che sia importante, invece, che il genitore venga considerato competente e che riscopra il suo diritto di sentirsi ed essere un genitore capace.

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