Genitori e figli: le regole del gioco

Nessuno purtroppo ha ancora inventato un vademecum completo di come fare i genitori, per cui non è per niente facile giostrarsi nel difficile compito di educare i propri figli e le sfide sono numerose e continue già dai primi anni. Uno degli aspetti più controversi ad esempio è proprio quello di saper dare e far rispettare delle regole.

Perché è cosi importante dare delle regole nell’educare i figli?

Ci sono tante ragioni per cui è importante che i figli imparino a rispettare le regole, non solo perché esse garantiscono una convivenza positiva e serena a casa, ma anche perché permettono di acquisire sicurezza e facilitano il processo di adattamento alla vita sociale e relazionale. Infatti, se ci pensiamo, viviamo in un mondo in cui dobbiamo quotidianamente fare attenzione alle regole: quando siamo in fila e dobbiamo aspettare il nostro turno, quando siamo in macchina e dobbiamo fermarci al semaforo rosso, quando al lavoro dobbiamo rispettare degli orari o delle scadenze.

Contrariamente a quanto si può pensare, le regole si cominciano ad imparare già dai 2 anni quando dagli adulti arrivano i primi no e si creano contrasti e il bimbo scalcia, si dispera, si arrabbia.

Con questi comportamenti i bambini vogliono mettere alla prova gli adulti e, di solito, lo fanno nei momenti in cui gli adulti stessi sono più vulnerabili e quindi dire no è più difficile, come ad esempio al supermercato, quando magari l’adulto è arrivato dopo il lavoro ed è stanco. Basta cedere una volta sola e il bambino proverà all’infinito ad ottenere quello “sgarro alla regola” perché sa bene che, se l’ha avuta vinta una volta, potrebbe succedere ancora.

E’ proprio a partire da quest’età che è importante che i genitori si mantengano fermi e stabili senza mollare, perché un bambino che impara le regole sarà un adulto che si autoregola nella gestione di sé e nel rispetto degli altri.

Autorità o autorevolezza

Come abbiamo detto prima è fondamentale trasmettere delle regole, ma come farle poi rispettare?

Si sente spesso dire dai genitori ai figli più grandi frasi come “Ho sbagliato con te a essere così poco rigido”, “Avrei dovuto essere più duro”,  “Se mi fossi permesso io di fare come te alla tua età ne avrei prese tante!”.

Sicuramente con i figli è importante mostrare fermezza, ma andrebbe evitata l’imposizione forzata delle regole perché questa è una modalità che risulta molto spesso inefficace.

Il bambino, infatti, impara molto più facilmente  con l’esempio, attraverso l’imitazione dei gesti che vede negli adulti. Per esempio, se si vuole che il proprio bambino impari a lavarsi i denti alla fine dei pasti, si farà molta meno fatica, prendendolo per mano e lavandosi i denti con lui, piuttosto che sgridandolo; allo stesso modo si ottiene che il proprio figlio smetta di usare continuamente il cellulare a tavola solo se si fa valere questa regola sempre anche per se stessi.

Di fatto, quindi, la sola dimostrazione di forza, rappresentata dall’autorità che impone le regole con il potere, può anche portare a dei meri risultati nel breve termine, ma di solito si rivela totalmente controproducente in seguito. Meglio invece puntare ad essere un genitore autorevole, i cui comandi sono rispettati perché frutto della stima e della fiducia che sta alla base del rapporto. Infatti verrà eseguito nel migliore dei modi solo il compito o la regola data in cui il bambino ha delegato la responsabilità al genitore perché lo rispetta.

Come dovrebbero essere le regole?

Anche la modalità di esprimere e comunicare le regole può fare una grande differenza nel fare in modo che esse siano rispettate. Per esempio una delle prime cose importanti è che al bambino siano date poche e semplici regole che possano essere facilmente comprese in modo da non creare confusione. Verificate poi che le regole siano state comprese magari facendo delle domande come: ”Cosa è importante fare prima di andare a letto?”

Un altro aspetto fondamentale è cercare di spiegare ai bambini le motivazioni che stanno dietro alle regole stesse. In altre parole far capire che la regola non è dettata dal caso ma ha una sua utilità specifica.

Inoltre è fondamentale essere chiari su quelle che saranno le conseguenze dell’eventuale non rispetto delle regole e su queste conseguenze essere coerenti. Se viene stabilita una sanzione specifica poi andrà rispettata qualsiasi cosa succeda, senza possibilità di variazione.

Altrettanto importante, inoltre, è che la regola sia mantenuta nel tempo. Ciò non significa rimanere troppo rigidi: è giusto avere quel minimo di flessibilità che ci permette di “aggiustare” la regola in caso non si dimostri utile o efficace, ma significa comunque che una volta stabilita, questa non venga modificata o addirittura cambiata continuamente.

Come fare però nel concreto a trasmettere ai bambini l’importanza e l’efficacia delle regole?

Il mezzo più intuitivo e potente per farlo è il gioco. Ciò che accomuna, infatti, il gioco di fantasia, il gioco all’aperto o il gioco in scatola è la presenza di un regolamento esplicito che viene condiviso e accettato da tutti i partecipanti. Proprio  grazie alla presenza di un regolamento il bambino può imparare ad accettare la sconfitta o conquistarsi la vittoria, relazionandosi comunque al meglio con il gruppo.

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